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CINEFORUM: Miracolo a Le Havre

Come di consueto, nel mese di novembre, il centro EdA ha proposto ai propri studenti la visione di un film in lingua italiana, all’interno dell’auditorium dell'Istituto don Milani.

Quest’anno il film proposto è stato “Miracolo a Le Havre” del regista finlandese Aki Kaurismäki.

Il film racconta la storia del lustrascarpe Marcel Marx che vive a Le Havre tra la casa che divide con la moglie Arletty e la cagnolina Laika, il bar del quartiere e la stazione dei treni, dove esercita il proprio lavoro. Il caso lo mette contemporaneamente di fronte a due novità di segno opposto: la scoperta che Arletty è malata gravemente e l'incontro con Idrissa, un ragazzino immigrato dall'Africa, approdato in Francia in un container e sfuggito alla polizia. Con l'aiuto dei vicini di casa - la fornaia, il fruttivendolo, la barista - e la pazienza di un detective sospettoso ma non inflessibile, Marcel si prodiga per aiutare Idrissa a passare la Manica e raggiungere la madre in Inghilterra.



Dopo aver visto il film ed averne parlato assieme in classe, alcuni studenti hanno scritto delle riflessioni su quest'opera cinematografica. Ne riportiamo alcune qui di seguito.

Buona lettura!
Oggi a scuola abbiamo visto il film “Miracolo a Le Havre”. Mi è piaciuto molto, perché, anche se è del 2011, è ancora attuale e parla di un tema sensibile: l’immigrazione. Mi ha colpito la generosità del signor Marcel e anche dei suoi vicini, che non avevano tanto da offrire, ma insieme hanno fatto un miracolo per aiutare il ragazzo Idrissa a ritrovare sua madre a Londra. Mi ha fatto pensare sia ai miei bisnonni, che sono emigrati in Brasile per sfuggire alla II Guerra Mondiale, che a me e alla mia famiglia, arrivati in Italia nel 2006, per cercare un futuro migliore. E’ un film emozionante che ci mostra che la bontà, l’umanità e l’empatia ancora esistono e che, a volte, il miracolo è dietro l’angolo. Margith, Brasile Mi è piaciuto molto questo film. E’ stato molto emozionante e ha mostrato la forza dell’umanità. Io penso che il film non abbia solo una morale. Il primo messaggio che ci dà è che è importante che la comunità conti di più dell’interesse personale. Mi è piaciuto molto, per esempio, che il commissario abbia scelto la compassione al posto del senso del dovere. Un altro messaggio importante è che la speranza non viene trattata come ingenuità: se segui il tuo sogno e lavori duramente, non è impossibile che il tuo sogno diventi realtà. Un altro messaggio che il film ci dà è che i migranti sono esseri umani e che il colore della pelle non è importante. Secondo me il film vuole comunicare la forza dell’umanità, la forza dell’aiuto collettivo e la forza della compassione. Secondo me il finale con una sorta di miracolo è un po’ inverosimile, ma è stato comunque un bel film. Nora, Ungheria Il film “Miracolo a Le Havre” è davvero bello da vedere. Ho trovato questo film molto interessante per diversi motivi: ha un forte messaggio che riguarda tutti noi, permette di vedere la generosità che ancora può esistere nelle persone; presenta delle situazioni di vita difficili da immaginare. Secondo me questo film ci vuole comunicare che ci sono sempre delle persone generose in questa vita e che ogni difficoltà può essere superata. Nonostante il ragazzo, che si chiama Idrissa, stia attraversando un momento difficile della sua vita, cercando un luogo dove potere avere un futuro migliore, tanti sconosciuti si uniscono per aiutarlo, anche se questo non viene permesso dalla legge. Sono convinto che il messaggio del film sia che c’è ancora speranza per il “miracolo”. Senza dubbio consiglierei di vedere questo film perché ci fa riflettere tantissimo sulla vita in generale.

Tomas, Argentina

Sono stata colpita dalla generosità di Marcel: nonostante non fosse una persona benestante si è mobilitato con l’aiuto dei suoi amici per raccogliere dei soldi per aiutare Idrissa a raggiungere la mamma. Personalmente mi sono trovata in una situazione simile ed ho aiutato una ragazza pakistana, arrivata in Italia con tre bambini. Il film vuole farci capire che se tu fai del bene il bene ti torna indietro ( ad esempio la moglie di Marcel guarisce da una malattia incurabile) e che anche le persone con meno possibilità possono fare del bene. Aurelia, Romania Mi è piaciuto molto questo film perché dimostra che ancora esistono persone di buon cuore. Mi ha colpito il fatto che Marcel, pur avendo tutti i suoi problemi personali, come la malattia della moglie e non essendo in buone condizioni economiche, si è impegnato per aiutare il bambino Idrissa, a trovare la sua famiglia. Mi è rimasto il dubbio di quale sia stata la fine di Idrissa, se dopo tanti sforzi finalmente sia riuscito a trovare sua mamma. Una scena che mi ha commossa è stata quando Marcel è andato all’ospedale In cerca di sua moglie e ha trovato il letto vuoto con un piccolo pacco sopra; in quel momento ho avuto paura che forse sua moglie fosse stata operata, oppure che non avesse potuto vincere la malattia; invece è stato tutto il contrario. Mi sono ritrovata nel personaggio di Marcel per la sua gentilezza, il suo coraggio, la sua disponibilità, perché è una persona che fa di tutto per raggiungere i suoi obiettivi. Yesenia, Cuba In una giornata complicata, a volte basta sedersi a guardare un bel film, come Miracolo a Le Havre. Un film per riflettere e rendersi conto che ci sono persone di buon cuore e generose che rendono la vita più bella. Emigrare è un processo difficile e, per alcuni, ancora di più, se non è per propria scelta. Trovare persone che hanno voglia di aiutare e rendono la vita meno faticosa è meraviglioso: questo è quello che più mi ha colpito ed è piaciuto del film. Mi sono ricordata che le belle azioni non solo accadono nei film. Due anni fa ho conosciuto un uomo africano di circa 40 anni, con cui facevo volontariato in un’associazione. Due mesi dopo averlo conosciuto, ha scoperto di avere una malattia terminale e il suo desiderio era di non restare da solo. Così insieme ad un gruppo di volontari e di amici ci siamo organizzati per fare dei turni e assicurarci che non fosse mai solo in hospice. A volte un piccolo gesto può fare una grande differenza. Quando le persone hanno voglia di aiutare e buon cuore le buoni azioni emergono: non importa il colore della pelle, la religione, l’età o la situazione economica. Andrea, Argentina



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